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Mondo del lavoro 4.0: la digital revolution e le nuove competenze

Più della metà dei bambini che oggi iniziano a frequentare la scuola primaria da adulti faranno un lavoro che attualmente non esiste. Impressionante vero? Eppure credibile considerata la velocità alla quale si evolvono il mondo dell’informazione e della comunicazione per esempio e tutti gli ambiti legati in qualche modo alle competenze informatiche, alla conoscenza del web. E quale lavoro già oggi non è, seppure in parte, dipendente dall’uso delle cosiddette nuove tecnologie? Quasi nessuno possiamo dire. Non è difficile dunque immaginare che in un futuro non troppo lontano il mondo del lavoro globale verrà quasi totalmente sconvolto dalla “scomparsa” di più di 7 milioni di posti di lavoro e la corrispondente creazione di 2, il che significa una perdita secca di più di 5 milioni di posti di lavoro. Figure che si dovranno riposizionare in un sistema 4.0 anche grazie alla formazione, secondo il report del World Economic Forum “The future of Jobs”. I posti in crescita riguardano, come è facile immaginare, informatica, ingegneria, area finanziaria, perché è la cosiddetta “digital revolution” che sta cambiando profondamente il mondo lavorativo e richiede nuovi modelli di leadership e nuove competenze.

E l’Italia? Qual è l’approccio del Belpaese a questo tipo di innovazione, a questa rivoluzione delle competenze? Siamo pronti a rinnovarci in maniera così radicale, stiamo preparando i nostri figlie nipoti al grande cambiamento? No, secondo Donato Iacovone, ad di Ernst&Young in Italia e Managing Partner dell’Area Mediterranea. “I dati dell’Osservatorio Startup intelligence del Politecnico di Milano – afferma il manager – ci dicono che il 45% delle imprese non ha intrapreso alcuna iniziativa di innovazione aperta, solo il 18% sviluppa progetti di startup intelligence, l’11% ha realizzato Call4ideas (progetto di open innovation, lanciato per la prima volta nel 2014, con l’obiettivo di individuare le migliori startup tecnologiche e digitali), il 9% ha sperimentato gli hackathon (eventi ai quali partecipano, a vario titolo, esperti di diversi settori dell’informatica: sviluppatori di software, programmatori e grafici), e il 7% ha realizzato acquisizioni di nuove imprese innovative”

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