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Banche, sospese rate a PMI per 4,8 miliardi di euro

Si chiama “Imprese in ripresa” ed è l’iniziativa delle banche italiane per favorire le attività, fornendo agli imprenditori maggiore liquidità. Missione compiuta secondo l’Abi (Associazione bancaria italiana, n.d.r.) che parla di 621 milioni di euro di maggiore liquidità grazie proprio al ”Nuovo Accordo in favore delle piccole e medie imprese” sottoscritto dall’Abi, dalle banche e dalle altre Associazioni di impresa il 31 marzo 2015, all’interno del quale rientra la possibilità fornita alle piccole e medie imprese di sospensione delle rate o allungamento dei finanziamenti. L’accordo prevede infatti la possibilità per tutte le Pmi “in bonis” di sospendere la quota capitale delle rate di mutui e leasing, anche agevolati o perfezionati con cambiali; allungare il piano di ammortamento dei mutui e le scadenze del credito a breve termine e del credito agrario.

Al 30 giugno 2017 sono state accolte 16.697 domande di sospensione del pagamento delle rate per un controvalore complessivo di debito residuo pari a 4,8 miliardi di euro e sono state accolte 6.407 domande di allungamento del piano di ammortamento pari a 1,3 miliardi di euro di debito residuo.

L’analisi relativa alla distribuzione delle domande per attività economica dell’impresa richiedente evidenzia che: il 21,4% delle domande è riferito ad imprese del settore ”commercio e alberghiero”; il 13,8% delle domande è riferito ad imprese del settore ”industria”. E, ancora, il 16,5% delle domande è riferito ad imprese del settore ”edilizia e opere pubbliche”; il 12,6% delle domande è riferito ad imprese del settore ”artigianato”; il 9,2% delle domande è riferito ad imprese del settore ”agricoltura”; il restante 26,5% agli ”altri servizi”.

Per quanto riguarda la distribuzione territoriale delle domande accolte, per sede legale dell’impresa richiedente, invece, l’analisi dell’Abi evidenzia che: il 64,6% è riferito ad imprese residenti nel Nord Italia; il 19,9% è riferito ad imprese residenti nel Centro Italia; il 15,5% è riferito ad imprese residenti nel Sud Italia. L’Abi sottolinea che il nuovo Accordo per il Credito 2015 consente di sospendere anche i finanziamenti che hanno già beneficiato di tale strumento negli anni passati, con la sola esclusione di quelli per i quali la sospensione è stata richiesta nei 24 mesi precedenti.

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