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Export, il futuro per le aziende italiane è in Africa

L’Africa sub-sahariana è la nuova frontiera dell’internazionalizzazione per le aziende italiane, ma poche (o nessuna) realtà imprenditoriale è consapevole delle opportunità che il grande (povero ma in crescita) continente può garantire a quanti sapranno coglierle. “Con l’eccezione della Cina tutti stanno facendo poco per investire in un continente in sviluppo come l’Africa”. Lo ha sostenuto il presidente dell’Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane (Ice), Michele Scannavini, intervenendo oggi nella Fiera del Levante di Bari al convegno internazionale ‘Africa: La nuova frontiera dello sviluppo’, organizzato da Studio Polis. “A dimostrazione degli scarsi investimenti oggi l’Africa rappresenta solo il 3% di tutti gli scambi commerciali a livello mondiale e – ha evidenziato Scannavini – intercetta solo il 3,4 % degli investimenti internazionali. Tutti stanno facendo poco ed è fondamentale fare di più, anche da parte dell’Italia, per cogliere le opportunità. Nel 2012, l’anno dove abbiamo raggiunto il valore più alto di interscambio commerciale Italia-Africa ci siamo attestati su 54 miliardi. Da allora, in 4 anni, siamo scesi a 34 miliardi dello scorso anno”. “Guardare ai mercati esteri ad alto potenziale rimane – ha aggiunto Beniamino Quintieri, presidente della societa’ Sace (servizi assicurativi e finanziari per export e internazionalizzazione) del Gruppo Cassa depositi e prestiti  – una scelta imprescindibile per le aziende italiane. Importanti segnali arrivano dall’Africa sub-sahariana, dove prevediamo una crescita del PIL pari al 2,6% per l’anno in corso e del 3,5% per il 2018. Nel 2016 il nostro portafoglio di operazioni di export e investimenti sostenuti in Africa in favore delle imprese italiane e’ più che raddoppiato, raggiungendo 1,6 miliardi di euro”. “Sace è a supporto delle aziende ed ha avuto un atteggiamento di apertura verso l’Africa operando in 43 Paesi – ha concluso Quintieri – rispetto ai 12 nei quali si operava inizialmente”.

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