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A lezione d’impresa dal vice presidente del colosso Amazon: “Solo chi non sperimenta non fallisce mai”

Ogni impresa è un mondo a sé, ogni imprenditore conosce la propria come nessun altro e sono davvero pochi al mondo i manager che possono permettersi di dare lezione ad altri colleghi su come gestire, far fiorire e arricchire un’azienda, che si tratti di una piccola realtà o di una società da milioni di fatturato. Fra questi c’è sicuramente Paul Misener, vice presidente di Amazon, colosso del commercio elettronico statunitense, la più grande internet company al mondo. Chi non vorrebbe carpire i segreti di un tale successo? Quale imprenditore piccolo o grande, italiano o straniero, non vorrebbe eguagliarne i traguardi?

Ebbene, per Paul Misener, uno dei segreti del successo del colosso Amazon, e’ quello di non aver paura dei fallimenti: fallire e’ inevitabile se si vuole andare avanti e innovare. “Sbagliarsi è ok, è ok fare errori, è ok fallire”, cosi’ Misener ha detto nel corso di un convegno a Londra, secondo quanto riporta Business Insider. “Ad Amazon – spiega – abbiamo una grande esperienza in fallimenti, abbiamo fallito tante volte, a volte pubblicamente, altre volte in privato. Abbiamo fallito e continueremo a farlo. Molte volte falliremo per andare avanti, sono convinto di questo”. Come esempi di fallimento, Misener cita i casi delle aste di Amazon.com, una rivale della prima ora di eBay, e quello di zShops, dei mininegozi dentro il sito Amazon. Da quelle esperienze fallimentari, spiega Misener, Amazon ha tratto una lezione importante, che le ha consentito di portare avanti Amazon Marketplace, cioè l’idea di consentire ad altri di vendere tramite Amazon.

“Ora – spiega – la metà di quello che è venduto su Amazon è fatto attraverso altri partner. Abbiamo introdotto un altro genere di clientela, i clienti venditori”. “E’ stata questa propensione al fallimento – aggiunge – unita alla capacità di aggiustare le cose in corso d’opera che che ci ha fatto imboccare nuove strade di business”. La chiave dell’innovazione, dice ancora Misener, è la sperimentazione e per sperimentare occorre fallire. “La nostra idea è questa: se vuoi veramente essere innovativo devi sperimentare. Se sai fin dall’inizio l’esito delle tue iniziative non stai sperimentando. E’ più una dimostrazione”. Nelle lezioni a scuole, prosegue Misener, “”il tuo insegnante sa quale deve essere l’esito (di un esercizio, ndr.) e tu sai quale dovrebbe essere l’esito. La ragione? Non stai facendo un esperimento, stai riproponendo un esperimento che è stato fatto decine, forse centinaia di anni fa. Se sei preoccupato di far coincidere l’esito di qualcosa con quello che ti auguri debba essere, non stai sperimentando. Se non cerchi di sperimentare non innoverai mai e se vuoi sperimentare devi sapere che puoi fallire. Infatti devi cercare di fallire in modo che questo avvenga in silenzio, senza una forte eco esterna”. “La propensione al fallimento è una grande cosa, un grande affare. Non è stato facile capirlo, perché c’è tanta gente, forse il tuo capo, un investitore, o la stampa, che ti pressano sui fallimenti. Non è una cosa divertente. A nessuno piace fallire. Ma se accetti il fatto che fallire è necessario per innovare, diventa molto più facile avere a che fare con i fallimenti”.

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