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Troppe frodi sulle vendite transfrontaliere, cambia il sistema di esazione dell’Iva nell’Ue.

Ogni anno in Europa si perdono circa 150 mld di euro di Iva non riscossa, soldi che potrebbero essere utilizzati per costruire o ammodernare scuole, autostrade ed ospedali. Di questi, circa un terzo, cioè 50 mld di euro, vengono sottratti alle casse pubbliche mediante frodi sull’Iva transfrontaliera. Soldi che finiscono per finanziare le mafie e anche le organizzazioni terroristiche. Ora la Commissione Europea lancia una riforma del sistema di esazione dell’Iva nell’Unione, che dovrebbe consentire di recuperare l’80% delle somme perdute a causa delle frodi sull’Iva transfrontaliera, le cosiddette ‘frodi carosello’. L’Iva raccolta nell’Unione ammonta a quasi un trilione di euro (dato del 2015), cioè circa il 7% del Pil Ue. Le regole in vigore per l’Iva risalgono a 24 anni fa e hanno dei ‘buchi’, che vengono sfruttati da organizzazioni criminali con le frodi sull’Iva transfrontaliera. Spesso gli schemi di queste truffe sono estremamente complicati e riguardano settori specifici del sistema economico, come le auto o l’elettronica. Attualmente, l’Iva viene applicata alle vendite di beni tra imprese appartenenti ad uno stesso Paese: in questo modo, le aziende sono incentivate a raccogliere l’Iva sulle vendite al consumatore finale o ad un’altra società, perché possono dedurre l’Iva che hanno pagato ai loro fornitori di beni e servizi. Ma le merci vendute tra aziende di Paesi diversi oggi sono esenti da Iva.

Questa distinzione, tra le compravendite di merci realizzate tra imprese di uno stesso Paese (con Iva) e compravendite tra imprese di due Paesi diversi (esenti da Iva), rende le frodi facili da realizzare. In pratica, un’impresa disonesta può comprare merci in un altro Paese europeo, senza Iva, e venderle legalmente nel proprio Paese, caricandoci l’Iva. La società poi incassa il contante ricavato dalla vendita, senza versare l’Iva all’Erario. Molto spesso queste imprese spariscono, senza che i conti siano stati esaminati da un revisore. Il meccanismo può ripetersi molte volte: le stesse merci possono passare il confine più volte, scambiate dalle stesse società ‘fantasma’. Ad ogni passaggio, i truffatori incassano l’Iva. Questo tipo di frode è conosciuta come ‘frode carosello’. Pertanto, la Commissione propone di modificare il modo in cui l’Iva viene raccolta nell’Ue, introducendo l’Iva sulle vendite transfrontaliere tra aziende. I settori più colpiti da questo tipo di frodi sono quelli con merci di alto valore e dal volume ridotto, come i telefoni cellulari e i microprocessori, che generano grandi ammontari di Iva nel numero minore possibile di transazioni e il più rapidamente possibile.

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