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L’italian food continua a invadere il mondo: export a +9% per l’estate 2017

E’ record storico per il Made in Italy alimentare all’estero con le esportazioni di prodotti alimentari e bevande che crescono del +9,1% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti sui dati Istat relativi a commercio estero ad agosto del 2017 dopo che nel 2016 l’agroalimentare aveva già raggiunto il massimo storico di 38,4 miliardi. Se il trend dei primi otto mesi del 2017 (+7,5%) sarà mantenuto, a fine anno – sottolinea la Coldiretti – saranno superati per la prima volta nella storia i 40 miliardi di euro di export agroalimentare Made in Italy. Il balzo ad agosto si è verificato – precisa la Coldiretti – sia nei Paesi dell’Unione (+9,5%) che in quelli fuori dell’Europa dove ha messo a segno un incoraggiante +8,6%. Quasi i due terzi delle esportazioni agroalimentare – precisa la Coldiretti – interessano i Paesi dell’Unione Europea, ma gli Stati Uniti – sottolinea la Coldiretti – sono di gran lunga il principale mercato dell’italian food fuori dai confini dall’Unione e il terzo in termini generali dopo Germania e Francia e prima della Gran Bretagna.

Il prodotto agroalimentare italiano più esportato all’estero – continua la Coldiretti – è il vino seguito dall’ortofrutta fresca. L’andamento sui mercati internazionali potrebbe ulteriormente migliorare con una più efficace tutela nei confronti della ”agropirateria” internazionale che fattura oltre 60 miliardi di euro utilizzando impropriamente parole, colori, località, immagini, denominazioni e ricette che si richiamano all’Italia per prodotti taroccati che non hanno nulla a che fare con la realtà nazionale. All’estero – aggiunge la Coldiretti – sono falsi quasi due prodotti alimentari di tipo italiano su tre. In testa alla classifica dei prodotti più taroccati ci sono i formaggi a denominazione di origine Dop a partire dal Parmigiano Reggiano e dal Grana Padano, ma anche il Provolone, il Gorgonzola, il Pecorino Romano, l’Asiago o la Fontina. Poi ci sono i salumi più prestigiosi dal Parma al San Daniele che spesso ”clonati”, ma anche gli extravergini di oliva, le conserve.

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