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Relazione annuale dei servizi segreti: tante minacce alla sicurezza nazionale. Non soltanto dall’esterno

Una fotografia nitida della situazione mondiale con particolare riferimento all’Italia, in tema di sicurezza: è il rapporto che annualmente il Dipartimento Informazioni per la Sicurezza della Repubblica (DIS) divulga per dare un quadro complessivo delle minacce più importanti alla sicurezza del nostro Paese. La “Relazione sulla politica dell’informazione per la sicurezza” si sofferma ovviamente sul fenomeno dell’immigrazione (soprattutto quella illegale), definendo ormai “strutturale” la pressione migratoria verso l’Europa e offrendo un approfondimento interessante sulle rotte, con la “novità” Bangladesh che ha conosciuto un’esplosione che ha portato il paese fra i primi quattro per volume di arrivi, e i paesi di provenienza, con la Nigeria che svetta sulle altre nazioni africane per numero di migranti arrivati in Italia.

Quella del 2017 è l’undicesima relazione ed è costituita da cinque blocchi:

  1. una premessa che delinea le maggiori sfide con cui l’intelligence è stata chiamata a confrontarsi nello svolgimento della propria missione di tutela della sicurezza nazionale;
  2. una scheda sui 10 anni di Relazione annuale, in cui si marca la ricorrenza del decennale della riforma del Comparto, e che fa della presente Relazione, oltre che la sede per riferire al Parlamento, un’occasione per svolgere una riflessione sul passato recente e sul futuro prossimo dell’intelligence italiana;
  3. gli highlights, una lente di ingrandimento sui principali risultati info-valutativi;
  4. un corpo centrale, quest’anno articolato in cinque capitoli, rispettivamente dedicati al “terrorismo jihadista”, alle “crisi regionali e attori globali”, al “fenomeno migratorio”, alle “minacce al Sistema Paese”, e, infine, alla “minaccia eversiva e l’attivismo estremista”;
  5. il Documento di Sicurezza Nazionale, dedicato alle dinamiche che hanno interessato l’architettura di sicurezza cibernetica del nostro Paese e volto a fornire una fotografia della minaccia cyber in Italia.

In un passaggio della relazione si legge che “L’unica certezza è divenuta l’incertezza”, a significare che nei dieci anni di indagini e analisi l’intelligence italiana non può che constatare la varietà delle minacce alla sicurezza nazionale. Oltre a Daesh, la rinascente Al Qaeda e le organizzazioni terroristiche di matrice islamica, infatti, restano sempre attive forze interne come le mafie (Cosa Nostra, la ‘Ndrangheta, la Camorra) e i circuiti anarco-insurrezionalisti, l’estremismo di matrice marxista-leninista che “ha visto ambienti esigui e marginali impegnati a tramandare la memoria della stagione brigatista nella prospettiva di contribuire alla formazione di futuri militanti” si legge nella relazione. Infine, argomento di grande attualità, l’eversione di destra per la quale “un comune “cavallo di battaglia” si è rivelata la lotta alle politiche migratorie e al sistema di accoglienza e gestione dei migranti”. La presenza massiccia e in crescita dei migranti ha costituito un collante importantissimo per i movimenti di estrema destra e si registra “la nascita di nuove sigle, con presa soprattutto sui più giovani. Mobilitazioni contro la presenza extracomunitaria hanno caratterizzato anche le componenti più strutturate, attive pure sui temi sociali e nei collegamenti internazionali, cui non mancano connessioni con agguerriti network d’ispirazione neonazista”.

 

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